Spalla, gomito, mano

(read it in english)

Questo ‘mantra’, spesso recitato durante le lezioni, è utilizzato per evidenziare la catena motoria interessata dal movimento delle estremità superiori del corpo con l’obiettivo di spostare l’attenzione sulla reale composizione del movimento.

All’inizio, il movimento sembra essere legato alla mano poiché:

  • È quella che, effettuando il movimento più ampio, cattura maggiormente l’attenzione
  • Non si ha la conoscenza/percezione che lo spostamento della mano è l’effetto finale di un movimento che è iniziato altrove

Il punto di origine del movimento coincide con il dantian inferiore, come indicato nel disegno seguente,  utilizzato anche per rappresentare il movimento a spirale, chansi jin, caratteristico del taijiquan.

taichi palermo chansi gong

Attraverso lo studio e la pratica del chansi jin riusciamo a sviluppare la consapevolezza che

  • il movimento parte dal centro per arrivare alla periferia,
  • un grande movimento periferico è originato da un piccolo movimento al centro

e, conseguentemente, a portare la nostra attenzione/intenzione sempre più verso il nostro centro per ottenere un effetto all’esterno

Se seguiamo le spirali che partono dal dantian e arriva fino alle mani, ci rendiamo subito conto del significato del nostro ‘mantra’:

  1. il movimento parte dal dantian,
  2. sale lungo la schiena,
  3. passa dalla spalla
  4. attraversa il gomito
  5. arriva alla mano
taichi palermo chansi gong

Allo stesso modo, esiste una catena motoria che riguarda gli arti inferiori, derivata dalle spirali che procedono dal dantian verso i piedi:

  1. il movimento parte dal dantian,
  2. scende lungo il lombo,
  3. passa dall’anca
  4. attraversa il ginocchio
  5. arriva al piede
taichi palermo chansi jin

Normalmente alterno spalla-gomito-mano con anca-ginocchio-piede.

Dal mio punto di vista, la catena motoria che riguarda gli arti inferiori ha più importanza di quella degli arti superiori per gli eventuali ‘effetti collaterali‘: sulle gambe ricade il peso del corpo per cui un movimento scorretto (ad esempio, un ginocchio chiuso perché in ritardo rispetto al movimento dell’anca) può creare, alla lunga, fastidi.