“Your breathing should not be audible” (“Il tuo respiro non dovrebbe essere udibile”) è una frase di Sun Lutang che accompagna la descrizione della tecnica Lan zha yi (Allacciare la veste).

Dall’esame delle traduzioni dei testi di Sun Lutang, Chen Xin e Yang Chengfu pubblicate sul blog Brennan Translation, emerge una visione sostanzialmente condivisa del respiro: deve essere naturale, lento, profondo e privo di qualsiasi forzatura. Chen Xin invita il praticante a «calmare il respiro» già nella postura iniziale (Wuji), associando la quiete respiratoria al vuoto mentale e alla centratura. Yang Chengfu raccomanda di «calmare la mente e considerare il respiro», sottolineando che una respirazione corretta nasce dalla tranquillità interiore e deve mantenersi spontanea. Sun Lutang è il più esplicito sul piano tecnico, affermando che «il respiro non dovrebbe essere udibile», collegando il respiro silenzioso alla morbidezza, alla continuità del movimento e alla corretta circolazione del qi. Pur con accenti diversi, i tre maestri convergono sull’idea che il respiro non vada controllato in modo rigido, ma educato attraverso il rilassamento, fino a diventare un flusso continuo e quasi impercettibile che accompagna il movimento e unifica corpo, mente e intenzione.
Ecco alcuni aspetti che influenzano il nostro respiro
La nostra forma fisica
Il respiro leggero e silenzioso è anche un indicatore del nostro stato di efficienza fisica. Quando affrontiamo uno sforzo a cui non siamo abituati, come salire le scale dopo un lungo periodo di inattività, il respiro diventa più rapido, rumoroso e affannoso. Il corpo richiede più ossigeno e deve compensare una minore capacità di adattamento allo sforzo. Al contrario, quando quell’attività fa parte della nostra routine quotidiana, l’organismo diventa più efficiente e riesce a svolgerla mantenendo una respirazione più calma, regolare e quasi impercettibile.

Nel Taijiquan il principio è simile: attraverso una pratica costante, il corpo impara a utilizzare meno energia, a sciogliere le tensioni e a coordinare meglio movimento e respirazione. Il respiro silenzioso non è quindi soltanto una tecnica, ma il segno di un organismo che lavora in modo armonioso ed economico, capace di affrontare l’azione senza sprechi e senza agitazione.
Il controllo del diaframma
Con l’allenamento respiratorio si sviluppa progressivamente una maggiore consapevolezza e capacità di controllo del diaframma, che diventa il principale attore soprattutto nella fase di inspirazione. In una respirazione non allenata, l’inspirazione tende a essere con movimenti rigidi e meno efficienti.
Con la pratica costante, invece, il diaframma impara ad abbassarsi in modo fluido e controllato, creando spazio nella cavità toracica e permettendo all’aria di entrare in modo più lento, profondo e naturale, senza sforzo visibile. Questo tipo di respirazione riduce la tensione generale del corpo e favorisce una sensazione di stabilità e centratura, elementi fondamentali anche nel Taijiquan. Il controllo del diaframma non è una forzatura, ma un affinamento progressivo: più il corpo si rilassa, più il diaframma diventa libero di muoversi in modo efficace, rendendo il respiro non solo più silenzioso, ma anche più economico e continuo.
Un semplice esercizio: ascoltare il respiro
Abbiamo dedicato un incontro di Respiro360 a questo tema del “respiro silenzioso”. Il respiro diventa silenzioso quando diventa leggero e lento. Nell’esercizio, come strumento di biofeedback, abbiamo utilizzato un auricolare (non collegato ad alcun dispositivo) per tappare un orecchio e mettere maggiormente in evidenza il suono del respiro. Durante l’esercizio, della durata di una decina di minuti, abbiamo iniziato a prendere confidenza con il rumore prodotto dal nostro respiro, sperimentando poi due modalità per calmare il respiro: la prima utilizzando un conteggio mentale per rendere di uguale durata le fasi respiratorie; la seconda attraverso un’esperienza di visualizzazione, in cui associavamo il respiro al movimento silenzioso di una piuma che sale (inspirazione) e scende (espirazione).

Dai feedback finali dell’incontro è emerso che, per alcuni, la difficoltà era “la fame d’aria” a causa del minore flusso d’aria (respiro più leggero), mentre per altri nel riuscire a rendere più silenziosa la fase di inspirazione rispetto a quella di espirazione (controllo del diaframma).
Se vuoi provare l’esercizio respirare leggero, accedi a BR3ATH e entra nella sezione dedicata a Respiro360 all’interno dell’Archivio Incontri.

Il respiro silenzioso rappresenta uno degli obiettivi più raffinati della pratica del Taijiquan. Non si tratta di trattenere il respiro o di controllarlo in modo artificiale, ma di creare le condizioni affinché diventi naturalmente leggero, lento e continuo. Come insegnano Sun Lutang, Chen Xin e Yang Chengfu, il respiro riflette lo stato del corpo e della mente: quando diminuiscono le tensioni inutili e aumenta l’efficienza del movimento, anche il respiro diventa più quieto e quasi impercettibile. Allenare il respiro significa quindi allenare la qualità della presenza, del rilassamento e dell’equilibrio interno.
